La cooperativa ReHardWareIng nasce con lo scopo di occuparsi di servizi informatici, ma sin dall'inizio i suoi soci si adoperano con in mente un'idea ben precisa: un computer, a basso costo, per tutti.La mission che i soci fondatori si prefiggono trova facilmente sponda nel bando “Principi Attivi”, l’iniziativa della Regione Puglia per favorire la partecipazione dei giovani pugliesi alla vita attiva e allo sviluppo del territorio, e ad esso partecipano e vincono, mediante un progetto di recupero e ripristino di hardware dismesso o obsoleto.ReHardWareIng, si muove contemporaneamente su più fronti per perseguire il proprio obiettivo:
Il processo virtuoso che ReHardWareIng innesca rende finalmente protagonisti i privati, le associazioni e le amministrazioni pubbliche. Destinando infatti i vecchi PC a ReHardWareIng o acquistandone uno "rehardwareizzato", da semplici fruitori di un prodotto essi diventano attori di una sorta di nuova “Economia del dono”. Il libero (e gratuito) accesso alla cultura, alla conoscenza e all'informazione rende possibile la riduzione del digital divide - baratro metaforico, ma dalle conseguenze estremamente sensibili - che vede su opposte sponde coloro che hanno accesso al mondo dell'informatica e di internet e coloro che da queste opportunità sono esclusi per mancanza di possibilità economiche o di capacità tecniche.La filosofia che muove la cooperativa ReHardwareIng ben si sposa con l’esigenza di pensare in modo innovativo il mondo del lavoro e i rapporti che intercorrono tra i suoi protagonisti: il nuovo modo di intendere la conoscenza (paritaria, condivisa) tipico della cultura del free software e dell'open source introduce l'idea che sia possibile collaborare ognuno secondo le proprie competenze, le proprie inclinazioni, le proprie attitudini allo sviluppo di un modello maggiormente ecosostenibile. La decrescita perde quindi ogni connotazione negativa e diventa piuttosto una nuova modalità di miglioramento dell'esistente, di valorizzazione e riconversione delle risorse già disponibili (nel nostro caso, i computer dismessi) e di una loro continua implementazione e ottimizzazione (mediante, in particolare, software libero, gratuito e "partecipato").La parola chiave è dunque proprio partecipazione: degli uomini che condividono spazi e idee, dei lavoratori che cooperando concorrono al successo delle imprese, dei cittadini finalmente in grado di divenire protagonisti attivi della vita della città mediante i nuovi mezzi di democrazia partecipata, dei governanti che escono dagli uffici e si confrontano attivamente con le esigenze dei loro elettori.I soci di ReHardWareIng perseguono un modello di sviluppo che si pone come alternativa a quello imperante: solo la condivisione, l'impegno individuale, le piccole azioni dei singoli possono tutte insieme produrre un cambiamento duraturo di prospettive. Partecipare alla conoscenza non vuol dire privarsene, ma piuttosto crescere insieme. Maggiore sarà il numero di persone che condivideranno le proprie esperienze, maggiore sarà la crescita che la società sperimenterà. E solo tramite tale crescita il mezzo informatico diverrà da sterile mezzo di controllo un fecondo strumento di democrazia.
I contenuti di questo sito sono rilasciati sotto licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike license